Il ristorante

Nel cuore delle colline del Barbaresco, nelle Langhe patrimonio Unesco

Dalla Antica Torre al Trés, una storia di famiglia

Mamma Pierina era una donna semplice, ma dal cuore grande. Dava da mangiare a tutti ed era molto apprezzata dai Partigiani della Brigata Matteotti di Paolo Farinetti. Poi, con Felice e Teresa, Beppe e Mariapiera abbiamo lavorato tanto: è stato bellissimo, come se tutto il mondo fosse venuto a casa nostra.

NORINA FENOCCHIO
Norina Fenocchio ha lavorato per tutta la vita nel ristorante di famiglia

Il locale è ricco di storia. In una costruzione del XVII secolo, ancora parzialmente esistente, il ristorante nasce nel 1858. Nei primi del Novecento, con la famiglia Fenocchio inizia la storia della trattoria Antica Torre, che arriva fino al 1985. Inizialmente ai fornelli c’è Pierina, che con la sua cucina contribuisce a creare quella tradizione culinaria che è ancor oggi il fondamento della gastronomia di langa: tajarin, raviole, pane burro e acciughe, pollo alla cacciatora, finanziera. Dopo la guerra, che da queste parti è stata soprattutto partigiana, in sala ci sono Norina e Felice, i figli. Negli anni ’60, il testimone in cucina passa a Teresa, moglie di Felice, e a dare una mano tra i tavoli si vedono i giovani volenterosi Beppe e Mariapiera, la nuova generazione, fin quando inizieranno la loro carriera professionale in altri campi.
Dopo molti anni di chiusura, viene ristrutturato e riprende vita nel 2007 e nel 2015 subentra una nuova famiglia, quella di Margherita e Luca, quella del Trés.

La vineria, costruita nel XVII secolo in mattoni e pietra di Langa

Il ristorante si compone di tre sale: la sala storica, con la piccola “saletta Bovone“, così chiamata perché lì stava il tavolo occupato da sempre e ancor oggi da questa famiglia di produttori di vino, affezionati a Teresa prima e a Margherita ora. Sul muro di pietra di Langa, è ancora possibile vedere i tasselli con cui era ancorato il posto telefonico pubblico, che collegava Alba a Trezzo. Vi è poi la “vineria“, dove sorgeva anticamente la cantina, con voltini in mattone antico e pietra. Una terza sala più recente completa la struttura: tutto il locale è stato rivisto nel 2020 sotto la guida di Marco Poncellini, artista d’architettura.
Molto vasto è lo spazio esterno, con i due dehors e il bosco, dove presto sarà possibile accomodarsi in mezzo all’orto, al fresco di una topia tra le piante e i fiori che vengono impiegati in cucina.


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